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Giornata dedicata alle persone diversamente abili: retorica o impegno concreto?

La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata sancita dalle Nazioni Unite il 3 dicembre 1981.

La celebrazione di questa data ha la finalità di porre l’attenzione (non solo oggi, ma tutti i giorni) sull’universo delle cosiddette diversità di ogni genere (motoria, cognitivo-comportamentale, neurologica), garantire la dignità e la salute dei soggetti in questione e attivare politiche volte all’inclusione degli stessi in ogni ambito della società definita normodotata.

Negli anni, si sono udite tante belle parole dai rappresentanti dei governi, a tutti i livelli,(statale, regionale, provinciale e comunale) di attuare sostegni di tutti i tipi, (sociale, lavorativo,economico) ma poco o niente è stato o si sta facendo.

Da un recente studio, è scaturito che oltre un miliardo di persone nel mondo sono affette da qualche patologia invalidante, di cui in Italia circa quattro milioni.

Nel corso del tempo, sono stati organizzati convegni e meeting per discutere gli individui definiti inabili (che brutto termine) ma sono stati snocciolati solo numeri (che cadono nel dimenticatoio) e azioni che si volevano e vogliono mettersi in atto, ma poi alla fine… il DESERTO: tanto il problema è di chi ce l’ha.

Secondo chi scrive, il quale vive una problematica fisica, lieve per fortuna, dovrebbero essere accorciati i tempi burocratici per accedere a prestazioni di diagnosi e cura delle varie patologie, potenziati o attuati i servizi riabilitativi sul territorio, per le famiglie meno abbienti gratuitamente e coinvolgere di più coloro che hanno questa sfortuna in eventi sportivi, sociali e ludici.

Un altro dilemma per la popolazione che ha una qualche difficolta, è l’abbattimento delle barriere architettoniche bei luoghi istituzionali e in quelli aperti al pubblico (come strade e piazze).

La legge 104 del 1992 tutela i diritti (sacrosanti) degli esseri viventi che hanno una condizione motoria debole attraverso l’eliminazione  di queste strutture (se non lo si fa è “limitazione della libertà personale”) che per loro rappresentano un ostacolo nello svolgere anche i gesti più semplici e per garantirne l’autonomia in tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Mi rivolgo ai governanti di tutte le Istituzioni che sono innanzitutto persone che dovrebbero avere un cuore, e chiedo di far rispettare la suddetta norma, di ridurre la burocrazia e di mettere in pratica procedimenti che possano agevolare la salute e la serenità della gente che ha limitazioni di qualsiasi natura.

Riflettete gente, RIFLETTETE!!!

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